Bisognerebbe fare l'amministratore pubblico per tutto il periodo del mandato, come lo si fa nell'imminenza di una competizione elettorale. In tale periodo Sindaci, Assessori, Consiglieri Comunali esprimono il massimo della cura ed attenzione nel confronti dei cittadini. Diventano tutto d'un tratto e come per incanto premurosi, gentili, garbati ed il saluto torna ad essere educazione e dovere. Si lavora di gran lena con impegno inusitato, straordinario e che sorprende. Vengono reperiti fondi per i più bisognosi e per le famiglie numerose importantissime in queste occasioni; si risponde con sollecitudine a richieste ed interventi di ogni tipo; si organizzano, come mai fatto prima, iniziative per il lavoro; ci si preoccupa di far giungere in qualche famiglia generi alimentari; si fanno
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mercoledì 18 febbraio 2015
Atteggiamenti da campagna elettorale
Bisognerebbe fare l'amministratore pubblico per tutto il periodo del mandato, come lo si fa nell'imminenza di una competizione elettorale. In tale periodo Sindaci, Assessori, Consiglieri Comunali esprimono il massimo della cura ed attenzione nel confronti dei cittadini. Diventano tutto d'un tratto e come per incanto premurosi, gentili, garbati ed il saluto torna ad essere educazione e dovere. Si lavora di gran lena con impegno inusitato, straordinario e che sorprende. Vengono reperiti fondi per i più bisognosi e per le famiglie numerose importantissime in queste occasioni; si risponde con sollecitudine a richieste ed interventi di ogni tipo; si organizzano, come mai fatto prima, iniziative per il lavoro; ci si preoccupa di far giungere in qualche famiglia generi alimentari; si fanno
lunedì 9 febbraio 2015
Raffaele. Papa sul fiume Noce
mercoledì 14 gennaio 2015
Oltre l'infarto uccide l'indifferenza delle istituzion
Soccorsi in ritardo muore sulla strada per infarto.Siamo rimasti tutti senza parole, attoniti, sconcertati, amareggiati, quasi increduli nell'impossibilità di poter fare qualcosa.Tanta rabbia e sconforto per l'ennesima morte assurda causata oltre che per un infarto, dall'indifferenza continua e colpevole di istituzioni lontane.Tutti ormai sanno che la rete di emergenza urgenza non esiste ma a nessuno interessa e lo dimostrano i fatti, un'altra persona cessa di vivere sulla strada.Lo stiamo ripetendo da anni e l'ultima volta l'abbiamo ribadito anche al ministro Lanzetta in visita a Praia a Mare il 2 gennaio scorso, ma niente da fare le morti continuano ed arrivano le ambulanze no.Personale e medici del 118 fanno di tutto ma i 5, 10, 15, 20 minuti di estremi ed intensi tentativi non bastano, non riescono a bloccare l'inevitabile se i soccorsi arrivano con oltre un ora di ritardo, ed è l'ennesima vita umana che sfugge ad una realtà ormai diventata assai triste.Ed ora che facciamo? Aspettiamo che succeda ancora? Speriamo che il rimorso colpisca i responsabili?Aspettiamo che ancora si continui a far chiacchiere, a parlare di pronto soccorso o di altre ambulanze che non arriveranno?No, non riconsegniamoci alla rassegnazione ed al destino deciso da altri, agiamo subito con decisione e fermezza decidendo tutti insieme ed uniti sul cosa fare senza perdere altro tempo.Esprimiamo solidarietà e vicinanza ai familiari anche con la consapevolezza che al posto di quel padre di famiglia poteva esserci chiunque.Questa sera su quella strada a Praia a Mare ognuno di noi ha lasciato una parte seppur minima della propria vita.13/01/2015Raffaele Papa
mercoledì 29 ottobre 2014
Tortora verso le elezioni
Raffaele Papa,
consigliere di minoranza e candidato sindaco
lunedì 13 ottobre 2014
Elezione consiglio provinciale, un grande inciucio
Raffaele Papa
coordinatore del Movimento per il Meridione
venerdì 5 settembre 2014
Italia del meridione, dai territori per rialzare la Calabria.
Si è svolto a Nocara il Convegno dell'IDM "La Persona ed il territorio" a cui hanno preso parte i vertici regionali e provinciali del Movimento Orlandino Greco, Nicodemo Filippelli, Raffaele Papa, Gabriella De Seta, Giovanni De Mari, Domenico Frammartino, Domenico Pittino, Luciano Luciani, ed altri in un confronto partecipato e ben riuscito che ha visto la presenza di molti giovani e donne.
Nocara è paradigma, è modello, è riferimento, per la politica dei territori di ogni territorio per ridare dignità alle persone per rialzare la Calabria per ricostruire l'Italia.
Si, vogliamo rialzare la Calabria ripartendo dalle periferie, ribaltando la politica centralistica dei partiti tradizionali .
Ripartire con azioni che coinvolgano le persone che vi dimorano per evidenziare e portare a soluzione le infinite emergenze e ridare dignità umana e sociale che deve essere al primo posto di ogni attività ed iniziativa.
Ecco perché si parte da un piccolo paesino dell'alto jonio, come i tanti della nostra regione, per dire a tutti coloro che fino ad ora nulla hanno contato che le cose possono e devono cambiare, che è indispensabile rimuovere una rotta segnata da gruppi di poteri e politici affaristi che ha portato la Calabria, il Sud e l'Intera Italia ad un drammatico naufragio.
Abbiamo volontà, forza, coraggio e ne chiediamo altrettanto a chi stanco dei soliti noti, di giochi e giri di poltrone hanno svenduto non solo la nostra terra ma la stessa vita di noi stessi e dei nostri figli.
Rinasce la speranza ed oggi chi vuole effettivamente contribuire senza accampare alcuna scusa può farlo ed impegnarsi in prima persona per un'altra Calabria, per un altro Sud e per una nuova Italia unita.
Cosenza 04/09/2014
Raffaele Papa
Coordinatore Italia del Meridione
Provincia Cosenza
Nocara è paradigma, è modello, è riferimento, per la politica dei territori di ogni territorio per ridare dignità alle persone per rialzare la Calabria per ricostruire l'Italia.
Si, vogliamo rialzare la Calabria ripartendo dalle periferie, ribaltando la politica centralistica dei partiti tradizionali .
Ripartire con azioni che coinvolgano le persone che vi dimorano per evidenziare e portare a soluzione le infinite emergenze e ridare dignità umana e sociale che deve essere al primo posto di ogni attività ed iniziativa.
Ecco perché si parte da un piccolo paesino dell'alto jonio, come i tanti della nostra regione, per dire a tutti coloro che fino ad ora nulla hanno contato che le cose possono e devono cambiare, che è indispensabile rimuovere una rotta segnata da gruppi di poteri e politici affaristi che ha portato la Calabria, il Sud e l'Intera Italia ad un drammatico naufragio.
Abbiamo volontà, forza, coraggio e ne chiediamo altrettanto a chi stanco dei soliti noti, di giochi e giri di poltrone hanno svenduto non solo la nostra terra ma la stessa vita di noi stessi e dei nostri figli.
Rinasce la speranza ed oggi chi vuole effettivamente contribuire senza accampare alcuna scusa può farlo ed impegnarsi in prima persona per un'altra Calabria, per un altro Sud e per una nuova Italia unita.
Cosenza 04/09/2014
Raffaele Papa
Coordinatore Italia del Meridione
Provincia Cosenza
venerdì 8 agosto 2014
"L'Italia del Meridione" Cosenza.
Prosegue instancabilmente il lavoro di radicamento e di organizzazione sul territorio da parte del Movimento L'Italia del Meridione .Si e' tenuto ad Acquappesa l'incontro tra gli aderenti al Movimento alla presenza di Orlandino Greco, del coordinatore provinciale Raffaele Papa, del dirigente regionale Mimmo Frammartino, del delegato regionale dei giovani Giovanni De Mari e del gruppo consiliare del comune di Acquappesa, De Caro Massimiliano, Francesco Ricco e Rosa Avolio per fare il punto sulle problematiche politiche ed amministrative che investono il comprensorio dei comuni limitrofi che si affacciano sul litorale tirrenico tra Paola e Cetraro.Nell'incontro e' emersa una forte volontà' di concorrere con una diretta assunzione di responsabilità politica al processo di cambiamento che vuole per le prossime regionali una diversa classe dirigente più attenta, più competente e soprattutto decisa ad agire concretamente in sintonia con le amministrazioni locali, che conoscono i territori con le loro problematiche e le loro potenzialità, e che sinora gli amministratori regionali hanno considerato solo bacini di voti da saccheggiare e da dimenticare il giorno dopo le elezioni.L'idea è che i Calabresi debbano nei prossimi giorni in tutti modi (se il caso anche con petizioni popolari) "avvertire" i Partiti che candidare nelle proprie liste le stesse persone, gli stessi nomi e le stesse facce, aumenterebbe il profondo senso di solitudine avvertito dalle nostre popolazioni ed il movimento si farà carico di parlare alle coscienze di quanti (e sono fortunatamente tantissimi) sono alla ricerca di un riscatto dai partiti e da quanto di negativo essi hanno rappresentato per i nostri territori.Nella fase conclusiva dell'incontro sono stati nominati i coordinatori di Acquappesa e Guardia Piemontese rispettivamente nelle persone di Filippo Avolio ed Ercole Vetere, il consigliere comunale De Caro Massimiliano entra a far parte della Direzione Provinciale del movimento con delega al turismo ed allo sviluppo del Territorio, Rosa Avolio nel direttivo provinciale IDM Donne, Francesco Ricco si occuperà per conto del movimento delle problematiche e delle potenzialità delle Terme, altra occasione mancata per il territorio che dovrebbe, invece, produrre sviluppo e ricchezza come avviene in ogni altra regione del Paese.E' stata ribadita inoltre la volontà che questa come le altre cellule dei movimento diventi punto di riferimento per i cittadini, dando loro sostegno ed ascolto, organizzando le manifestazioni ritenute idonee e che vedranno l'appoggio concreto di tutta la dirigenza del movimento.Raffaele PapaCoord. Prov. Cs09857647763358097131
domenica 25 maggio 2014
Ospedale di Praia, ora i Sindaci non hanno più scuse.
Siamo contenti e salutiamo con favore la sentenza del Consiglio di Stato che, in estrema sintesi, ha stabilito ciò che da subito e sempre, molti di noi hanno proclamato con forza: l’Ospedale di Praia non si tocca. Forse mai slogan è stato così azzeccato, sapevamo di avere ragione, lo sapevano tutti, ne erano ben a conoscenza anche coloro che con irragionevole caparbietà e bieca ostinazione ne hanno voluto la chiusura. Però, che strana società è la nostra dove una sentenza ha più valore e potere della vita umana, di più vite umane che nel rincorrere la speranza di un estremo aiuto hanno trovato morte anziché assistenza.
Il Consiglio di Stato riapre l’ospedale e se da una parte segna senza appello il fallimento della politica locale e regionale, dall’altra toglie ogni scusa ai Sindaci che, tranne qualche eccezione, sono stati spesso distanti e disimpegnati dal promuovere con forza e convinzione azioni a difesa del presidio ed a tutela della salute dei cittadini.
Nei fatti l’azzeramento dell’assistenza sul territorio l’ha realizzata il commissario per la sanità con la compiacenza delle forze politiche che l’hanno sostenuto in questa scellerata volontà, ma è stata determinata anche dai tanti atteggiamenti indifferenti e superficiali di coloro che molto potevano fare e poco o nulla hanno fatto, non solo per evitarla ma anche per ridurre un impatto per tanti fatale, diversi sono stati i sacrifici umani ma nessuno si è incatenato, né stracciato le vesti, né tanto meno la fascia.
Ricordiamo a tutti, i comitati ed associazioni nati non per passatempo ma per colmare l’assenza delle istituzioni ad ogni livello, Sindaci compresi, che quasi mai hanno sostenuto le iniziative promosse.
Ricordiamo che, nessuno ha mosso un dito per evitare l’indebito svuotamento di uomini e mezzi del presidio, sale operatorie, spazi, locali, stanze.
Ricordiamo che, non ci sono stati ne interviste ne gesti clamorosi di alcuno ai ripetuti eventi tragici che hanno interessato l’intera zona. Ricordiamo che, nessun Comune si è preso la briga di monitorare ritardi, mancanze ed omissioni della sanità del comprensorio in seguito alla scarsa attenzione dei massimi dirigenti e politici. Ricordiamo che, nessuno ha voluto inimicarsi il potente di turno, tutti a fare i diplomatici e ad alzare le spalle nel sostenere che nulla si poteva.
Ricordiamo ancora, coloro che hanno svenduto il territorio per un piatto di lenticchie e per qualche misero finanziamento. Ricordiamo inoltre, le improvvide e raggiranti dichiarazioni di fatue promesse proprio da parte di alcuni rappresentanti istituzionali locali e regionali, ben lungi dall’essere realizzate.
Ma è giusto anche ricordare, con dovuta e meritoria riconoscenza, i tanti cittadini che senza alcun interesse e senza alcun obbligo morale ne di carica ma per puro senso civico hanno lottato, protestato, chiesto, segnalato, lo stato di grave carenza sanitaria sollecitando l’attenzione di media locali, regionali e nazionali sopperendo al dormiveglia di tanti pubblici amministratori. È opportuno altresì ringraziare e rendere merito ai social media locali, giornalisti, Tv, blogger che in ogni circostanza hanno dato risalto alle problematiche sanitarie del territorio legate al presidio ospedaliero di Praia a Mare. E diciamo pure che il ricorso alla giustizia amministrativa era un atto dovuto, se non l’avessero fatto le pubbliche amministrazioni, l’avrebbero proposto i cittadini che già si erano mossi in tal senso.
Ora tutti, ma soprattutto i Sindaci dei comuni interessati hanno un’arma in più da far valere, ma nulla è scontato né sarà facile riportare al proprio posto ciò che è stato trafugato nell’indifferenza e superficialità. Sindaci, la bicicletta adesso c’è, oltre a rincorrere meriti iniziate a pedalare, avete da recuperare e da percorrere altri chilometri per raggiungere il traguardo finale; quella trascorsa è solo una tappa.
Raffaele Papa
Consigliere Comunale.
Esponente Italia del Meridione
Il Consiglio di Stato riapre l’ospedale e se da una parte segna senza appello il fallimento della politica locale e regionale, dall’altra toglie ogni scusa ai Sindaci che, tranne qualche eccezione, sono stati spesso distanti e disimpegnati dal promuovere con forza e convinzione azioni a difesa del presidio ed a tutela della salute dei cittadini.
Nei fatti l’azzeramento dell’assistenza sul territorio l’ha realizzata il commissario per la sanità con la compiacenza delle forze politiche che l’hanno sostenuto in questa scellerata volontà, ma è stata determinata anche dai tanti atteggiamenti indifferenti e superficiali di coloro che molto potevano fare e poco o nulla hanno fatto, non solo per evitarla ma anche per ridurre un impatto per tanti fatale, diversi sono stati i sacrifici umani ma nessuno si è incatenato, né stracciato le vesti, né tanto meno la fascia.
Ricordiamo a tutti, i comitati ed associazioni nati non per passatempo ma per colmare l’assenza delle istituzioni ad ogni livello, Sindaci compresi, che quasi mai hanno sostenuto le iniziative promosse.
Ricordiamo che, nessuno ha mosso un dito per evitare l’indebito svuotamento di uomini e mezzi del presidio, sale operatorie, spazi, locali, stanze.
Ricordiamo che, non ci sono stati ne interviste ne gesti clamorosi di alcuno ai ripetuti eventi tragici che hanno interessato l’intera zona. Ricordiamo che, nessun Comune si è preso la briga di monitorare ritardi, mancanze ed omissioni della sanità del comprensorio in seguito alla scarsa attenzione dei massimi dirigenti e politici. Ricordiamo che, nessuno ha voluto inimicarsi il potente di turno, tutti a fare i diplomatici e ad alzare le spalle nel sostenere che nulla si poteva.
Ricordiamo ancora, coloro che hanno svenduto il territorio per un piatto di lenticchie e per qualche misero finanziamento. Ricordiamo inoltre, le improvvide e raggiranti dichiarazioni di fatue promesse proprio da parte di alcuni rappresentanti istituzionali locali e regionali, ben lungi dall’essere realizzate.
Ma è giusto anche ricordare, con dovuta e meritoria riconoscenza, i tanti cittadini che senza alcun interesse e senza alcun obbligo morale ne di carica ma per puro senso civico hanno lottato, protestato, chiesto, segnalato, lo stato di grave carenza sanitaria sollecitando l’attenzione di media locali, regionali e nazionali sopperendo al dormiveglia di tanti pubblici amministratori. È opportuno altresì ringraziare e rendere merito ai social media locali, giornalisti, Tv, blogger che in ogni circostanza hanno dato risalto alle problematiche sanitarie del territorio legate al presidio ospedaliero di Praia a Mare. E diciamo pure che il ricorso alla giustizia amministrativa era un atto dovuto, se non l’avessero fatto le pubbliche amministrazioni, l’avrebbero proposto i cittadini che già si erano mossi in tal senso.
Ora tutti, ma soprattutto i Sindaci dei comuni interessati hanno un’arma in più da far valere, ma nulla è scontato né sarà facile riportare al proprio posto ciò che è stato trafugato nell’indifferenza e superficialità. Sindaci, la bicicletta adesso c’è, oltre a rincorrere meriti iniziate a pedalare, avete da recuperare e da percorrere altri chilometri per raggiungere il traguardo finale; quella trascorsa è solo una tappa.
Raffaele Papa
Consigliere Comunale.
Esponente Italia del Meridione
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